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Pisanu: «È crollata la moralità del potere»

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Scritto da Redazione   
Sabato 06 Marzo 2010 12:46
logo-nuova-sardegnaCAGLIARI. Di questi tempi succede che al convegno su Enrico Berlinguer, davanti a una folla di ex comunisti, la star diventa Beppe Pisanu. Il «compañero Beppe» come dice egli stesso per ironizzare su quanti, nel Pdl, danno del «compagno» a chi dissenta dal Cavaliere.  Il suo staff aveva fatto sapere che non sarebbe stato un intervento legato alla contingenza politica, ma il presidente della commissione parlamentare Antimafia qualche frase se la fa scappare. Avvicinato al suo arrivo dai giornalisti che, tra le altre cose, gli chiedono della questione morale in riferimento alle ultime clamorose vicende nazionali, Pisanu non ha dubbi: «Il livello di un Paese si misura dal tasso di moralità pubblica, qui da noi dobbiamo dire che purtroppo è davvero basso». Tocca a lui il compito di concludere il convegno in ricordo del segretario del Pci morto a Padova nel 1984 e Pisanu parte col botto: «In questa brutta stagione politica la Costituzione è l’unica stella polare. Che Dio ce la conservi». La platea esplode in un applauso che, a quanto sembra di capire, è soprattutto di incoraggiamento per una svolta politica che potrebbe caratterizzare il dopo elezioni regionali. E l’applauso scatta di nuovo quando, sul filo dei ricordi, Pisanu cita un convegno a Roma con Dolores Ibarruri: egli viene salutato da Berlinguer con tale calore che la pasionaria si rivolge a lui chiamandolo «compañero Beppe». Nel rievocare, certo non a caso, questo episodio, caso, il presidente della commissione Antimafia ride divertito: forse pensa ai giornali berlusconiani che da tempo scrivono del «compagno Fini» e del «compagno Pisanu».
 

L'eredità di Berlinguer: Le radici etiche dell'azione politica

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Scritto da Redazione   
Venerdì 05 Marzo 2010 12:41
logo-nuova-sardegnaCAGLIARI. Oggi alle 17,30 a Palazzo Regio si terrà un convegno dal titolo «Il pensiero politico di Enrico Berlinguer». Dopo i saluti di Emilio Floris, sindaco di Cagliari, spazio agli interventi di Graziano Milia, Mario Birardi e Gavino Angius. Chiuderà Beppe Pisanu, capo della segreteria Dc ai tempi di Zaccagnini, oggi presidente della Commissione antimafia. Qui pubblichiamo una parte della commemorazione di Berlinguer fatta da Pisanu, insieme con Gianfranco Fini e con Alfredo Reichlin, il 10 giugno 2009 nella sala della Regina, presso la Camera dei deputati, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano. di Giuseppe Pisanu Ecioè negli anni in cui venne tracciata quella singolare linea di confine e di confluenza che fu per la Dc la «solidarietà nazionale» e per il Pci il «compromesso storico». [...] L’Italia del 1975 era un Paese allo stremo: l’inflazione vicina al venti per cento, gli investimenti in caduta libera e il prodotto interno lordo intorno a meno quattro per cento, mentre stragi e terrorismo insanguinavano le strade e scuotevano le istituzioni.  La Democrazia cristiana, già isolata dal referendum sul divorzio, aveva poi subito altri rovesci elettorali. Il Pci, al contrario, sembrava ormai destinato a sorpassare il suo storico antagonista e a conquistare la maggioranza relativa.  Evidentemente la linea del «compromesso storico» si stava facendo strada nei ceti medi e nel mondo cattolico. Berlinguer la portava avanti bilanciando sapientemente i richiami all’identità comunista con l’esigenza del rinnovamento e della radicale revisione dei rapporti tra il Pci e il comunismo internazionale. Era una operazione che richiedeva molto coraggio e molta prudenza, perché sfidava, allo stesso tempo, forti resistenze interne, l’aperta ostilità di Mosca, l’inimicizia dichiarata delle Br e dell’intero arcipelago estremista.  In quei giorni, una valutazione interessata della situazione generale avrebbe facilmente suggerito al Pci di stare alla larga dalla Dc e dal governo; di cavalcare semmai il malessere e la paura [...]. Ma, come altre volte nella storia del Pci, prevalse quello che da Gramsci e da Togliatti venne chiamato il senso della «responsabilità nazionale».
 

Il pensiero di Berlinguer: convegno a palazzo Regio con Angius e Pisanu

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Scritto da Il Presidente   
Venerdì 05 Marzo 2010 10:40

CAGLIARI. «Il pensiero di Enrico Berlinguer, una fonte dalla quale attingere per dare forza e credibilità alla politica» è il tema del convegno che si svolgerà oggi al palazzo Regio a partire dalle 17.30. Un appuntamento con la storia.  Il convegno è stato organizzato dalla Provincia di Cagliari e dalla Fondazione Enrico Berlinguer, si inserisce nell’ambito della mostra fotografica «Enrico Berlinguer, vita e politica» che è ospitata al palazzo Regio dal 12 febbraio. La mostra è un excursus sulla biografia e sulla carriera politica di uno più importanti protagonisti del Novecento italiano raccontate attraverso centinaia di scatti fotografici, allestita a 25 anni dalla morte di Berlinguer. Per il convegno sul grande politico sassarese che sarà presieduto da Salvatore Corona, della fondazione Enrico Berlinguer, dopo i saluti del sindaco Emilio Floris, interverrà il presidente della Provincia Graziano Milia e porteranno una ricca testimonianza Mario Birardi e Gavino Angius, che furono chiamati da Berlinguer alla segreteria nazionale del Pci. Chiuderà l’evento la preziosa testimonianza di Giuseppe Pisanu, capo della segretaria della Democrazia Cristiana ai tempi di Benigno Zaccagnini. Pisanu è stato ministro degli Interni e adesso è il presidente della commissione parlamentare antimafia. La vita, l’opera e il pensiero di Berlinguer hanno attraverso con forza morale e intellettuale momenti fra i più significativi del 900.

Da la Nuova Sardegna — 05 marzo 2010   pagina 01 

 

La mostra fotografica a Palazzo Regio Vita e Politica di Berlinguer l’esistenza di un leader

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Scritto da Redazione   
Domenica 14 Febbraio 2010 15:16

logoGDSLa mostra fotografica a Palazzo Regio Vita e Politica di Berlinguer l’esistenza di un leader

Biografia per immagini di un leader politico: s’intitola “Enrico Berlinguer: Vita e Politica” la mostra fotografica che fino al 7 marzo tratterrà nelle sale del Palazzo Regio di Cagliari il volto sorridente e pensoso, fra occasioni ufficiali e momenti privati dell’indimenticato segretario del Pci. Emblema di un’etica della politica più che mai necessaria per avvicinare i giovani, in un’ottica anticipatrice, come ha sottolineato il Presidente della Provincia Graziano Milia, “prefigurava il governo mondiale che invocano oggi gli economisti”.

Ricorda Tore Corona dell’omonima Fondazione: “Onestà intellettuale, coerenza, impegno e rigore hanno conquistato il rispetto degli avversari e son ancora spunto di riflessione e proprio sul suo pensiero sarà incentrato il convegno del 5 marzo”.

Da Il Giornale di Sardegna del 14 Febbraio 2010. 

 

La vita di Berlinguer in bianco e nero, col sorriso sulle labbra

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Scritto da Redazione   
Sabato 13 Febbraio 2010 00:00
logo-nuova-sardegnaCAGLIARI. Tra le tante cose raccontate a proposito del suo carattere schivo, c’era il fatto che non sorridesse mai. Questo, racconta chi l’ha conosciuto bene, gli dispiaceva parecchio. E non perché non accettasse le critiche: semplicemente perché non era vero. A Enrico Berlinguer piaceva ridere, e di gusto, e piaceva scherzare e giocare. Lo si vede anche nella famosissima foto che lo ritrae, nel 1982 a Roma, in braccio a Roberto Benigni, o in quella in cui, sempre a Roma ma nel 1974, un’anziana signora lo ferma in mezzo alla strada per abbracciarlo. Sono solo due delle decine di foto in bianco e nero che da oggi, e sino al 7 marzo, sarà possibile visitare nel Palazzo Regio di Cagliari nella mostra «Enrico Berlinguer, vita e politica». Organizzata dalla Fondazione Enrico Berlinguer, insieme alle associazioni «Dagli Appennini alle onde» e «Nessun dorma» di Pescara, con il contributo della Provincia di Cagliari, l’esposizione ripercorre le tappe della vita del leader del Pci, in un alternarsi di immagini che sono anche un po’ la storia, almeno sino alla sua morte nel 1984, della nostra Repubblica.  Foto, a dire la verità, già esposte nel 1989 in una mostra realizzata un po’ in sordina e portata in giro per l’Italia, ma a cui ora si è deciso di dare un respiro più ampio. Perché? Perché oggi c’è più che mai la consapevolezza, scrive l’associazione «Dagli Appennini alle onde» nell’introduzione al catalogo dell’esposizione, che «la morte di Berlinguer ha lasciato un duplice senso di vuoto, emotivo ed etico-politico». D’altra parte basta sfogliare i giornali per capire che è proprio così: il senso delle istituzioni è ormai perso, e molti politici paiono aver svuotato di significato il vero ruolo della loro missione. Una situazione che nella sua lungimiranza, propria dei veri intellettuali, Berlinguer aveva fiutato ponendola al centro della «questione morale». D’altra parte anche il presidente della Fondazione Enrico Berlinguer, Salvatore Corona, ieri presentando l’iniziativa è tornato sull’argomento ricordando come il segretario del Partito comunista fosse esempio di «coerenza e rigore morale tanto nella vita pubblica che in quella privata». Fu per questo che, ha ricordato il deputato Ugo Sposetti, mai come quando era sotto la guida di Berlinguer il partito ebbe così tanti consensi. In questo senso la mostra è un’occasione per trarre spunto da chi ha dato il buon esempio. Ma anche uno spaccato che aiuta a capire, sempre per dirla con Sposetti, «come si forma un dirigente politico».  Ma, come dice lo stesso titolo, non c’è solo la politica in questa esposizione che, solo per fare alcuni esempi, ripropone Berlinguer più volte in vacanza a Stintino, o accanto alla moglie e ai figli, a cui era devotissimo nonostante il lavoro gli occupasse la gran parte del tempo. L’esposizione, divisa in sette sezioni (Dall’infanzia alla scelta politica; dirigente del movimento giovanile; il partito; politica e società, alcuni momenti; la politica europea e internazionale; la scomparsa) è la parte più ampia di un progetto che prevede anche incontri di approfondimento come il convegno, il 5 marzo, «Il pensiero di Enrico Berlinguer».  Prima di arrivare in città la mostra, le cui foto sono state donate parte dalla famiglia, parte da alcune ambasciate, parte dagli archivi Rai, è stata per 20 giorni a Pescara, dove sono accorsi a visitarla in cinquemila.

Pubblicato da La Nuova Sardegna il 13 febbraio 2010 di SABRINA ZEDDA

 

Le foto di Berlinguer in mostra a Palazzo Regio

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Scritto da Redazione   
Giovedì 11 Febbraio 2010 00:00
LOGO_USSarà inaugurata domani alle ore 11 a Palazzo Regio, in Piazza Palazzo, la mostra fotografica “EnricoBerlinguer. Vita e politica”. Saranno presenti alla cerimonia di apertura il presidente della Fondazione “Enrico Berlinguer” Tore Corona, il presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia, il sindaco Emilio Floris, il deputato del Pd Ugo Sposetti e Alberto Menichelli, l'autista di Berlinguer.
La mostra fotografica, organizzata dalla fondazioneBerlinguer con il contributo e la collaborazione della Provincia, delle associazioni “Dagli Appennini alle onde” e “Nessun Dorma” di Pescara, si articolerà in sette sezioni con diversi temi. 
Questi i titoli: Dall'infanzia alla scelta politica; Dirigente del movimento giovanile; Il partito e la vita politica nazionale; Berlinguer e i personaggi; Alcuni momenti; La politica europea e internazionale; La scomparsa. 
La mostra verrà aperta ufficialmente domani e si potrà visitare tutti i giorni dalle 9 alle 19 con orario continuato. Resterà in allestimento fino al prossimo 7 marzo.

Da L'Unione Sarda del 11-02-2010